Riqualificazione dei campi del Tennis Club Milano Bonacossa

Una sinergia virtuosa tra Play It e Heidelberg Materials Italia per un nuovo standard nelle superfici da gioco.

Nel cuore di Milano, immerso in un’area di oltre 26.000 m², sorge uno dei circoli tennistici più prestigiosi e longevi d’Italia: il Tennis Club Milano Alberto Bonacossa. Fondato nel 1893, il club si è trasferito nella sua sede attuale nel 1923 per volere del conte Bonacossa, che ne affidò il progetto a Giovanni Muzio, celebre architetto milanese esponente più rappresentativo del movimento artistico Novecento e in genere della corrente tradizionalista che caratterizzò l'architettura italiana degli anni venti e trenta, autore anche del Palazzo dell'Arte al Parco Sempione, sede della Triennale di Milano e della celebre Ca’ Brutta. 

“Proprio per il suo valore storico e architettonico – spiega la direttrice Martina Alabiso – il club è posto sotto l’egida della Sovrintendenza per i Beni Culturali della città di Milano: è ufficialmente riconosciuto come bene di interesse culturale, a tutela della sua identità e della memoria sportiva della città”.
Sin dagli inizi, il TCM si afferma come il principale punto di riferimento per il tennis italiano: sui campi della nuova sede di via Arimondi, i più grandi campioni nazionali e internazionali si confrontano in competizioni di altissimo livello. Le prime cinque edizioni degli Internazionali d’Italia si disputano proprio sul campo tribuna del Tennis Club Milano, fatto costruire dal conte Bonacossa in memoria dell’amico Gilberto Porro Lambertenghi. Il club diventa così un luogo emblematico non solo per lo sport, ma anche per la cultura, la politica, l’amicizia e la mondanità, rappresentando a tutti gli effetti un fiore all’occhiello della città di Milano. Basti pensare che fino al 1960 ospita regolarmente gli incontri di Coppa Davis.

Oggi il Tennis Club Milano Alberto Bonacossa continua a essere un punto di riferimento per un numero elevato di atleti e appassionati, che qui possono imparare, perfezionarsi, competere e divertirsi. All’interno del club è attiva una Scuola d’Addestramento Tennis (S.A.T.) rivolta agli allievi tra i 4 e i 14 anni. I più promettenti, una volta completato il percorso formativo, accedono al settore agonistico, coordinato da Maestri di primissimo piano e comprovata esperienza. Il settore agonistico del TCMAB prende parte a tutte le competizioni organizzate dalla Federazione Italiana Tennis per le diverse categorie.
“Il campo centrale, la palazzina e la piscina mantengono ancora oggi la conformazione originaria, fatta eccezione per alcuni interventi resi necessari dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. L’intero impianto comprende 16 campi da tennis, di cui 12 in terra rossa e 4 in superficie veloce, oltre a palestra, piscina, campo da calcetto, club house e ristorante”, precisa Alabiso.

L’esigenza di un rinnovamento
L’intervento di riqualificazione appena concluso ha interessato proprio l’area delle superfici veloci, e in particolare i campi 12, 14, 15 e 16. “Era una necessità che valutavamo da alcuni anni – racconta Alabiso –. Abbiamo colto l’occasione quando la nostra squadra maschile è stata promossa in Serie A, categoria che richiede il rispetto di specifici standard strutturali imposti dalla Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP). I campi 15 e 16 erano destinati alle partite ufficiali, ma abbiamo deciso di estendere i lavori anche ai campi 12 e 14, per rinnovare tutta la zona delle superfici rapide, che non erano più idonee a garantire gli standard richiesti per un’attività agonistica di alto livello”. 
Il progetto è stato pensato per servire al meglio non solo la squadra di vertice – composta quasi interamente da atleti cresciuti nel vivaio del club – ma anche le 30 squadre complessivamente attive nel circolo, che partecipano a competizioni federali durante tutto l’anno. Inoltre, i lavori dovevano essere completati entro una finestra temporale molto ristretta, per garantire l’avvio dei Campionati Italiani Under 12 in programma dal 28 agosto. “Dal 24 il circolo doveva essere perfettamente operativo e pronto ad ospitare l’evento – precisa la direttrice – per motivi sia funzionali che di sicurezza. Va precisato che tornei come le Coppe Porro Lambertenghi, i Campionati Italiani Under 12 e il Trofeo Bonfiglio (Campionati Internazionali d’Italia Juniores) si disputano sui campi in terra rossa, ma è comunque necessario che l’intera struttura si presenti in condizioni ottimali, non solo per garantire la sicurezza complessiva, ma anche per preservare l’immagine e il decoro del club in occasione di manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale».

Le soluzioni adottate: dal sottofondo alla superficie
L’intervento si è articolato in due fasi principali: la realizzazione del sottofondo in calcestruzzo, curata da Heidelberg Materials, e la posa della superficie sportiva in resina, affidata all’impresa Play It, realtà a conduzione familiare con sede a Desenzano del Garda, che si è affermata come azienda leader nella costruzione e ristrutturazione di campi da tennis e polivalenti, con una presenza consolidata a livello nazionale e internazionale nel settore dell’impiantistica sportiva. 

Nata dall’idea e dalla passione di Gianfranco Zanola per questo sport e attiva da oltre 40 anni, Play It si è estesa a livello globale, costruendo e rinnovando centinaia di campi in Italia e all’estero, fornendo le superfici di gioco anche per importanti tornei ATP come la Coppa Davis, il PTT Thailand Open, lo St. Petersburg Open e lo Stockholm Open. Hanno giocato sui loro campi alcuni tra i più grandi tennisti del panorama internazionale.  
“Play It è un’azienda leader in Italia in questo settore – sottolinea la direttrice Martina Alabiso –. Abbiamo con loro un rapporto consolidato da molti anni e abbiamo deciso di affidarci ancora una volta a loro per questo intervento”. In passato, infatti, l’impresa aveva già curato la realizzazione delle superfici dei campi 14 e 12, oggi oggetto di riqualificazione per adeguarle ai nuovi standard richiesti per le competizioni agonistiche di alto livello. 
Per il sottofondo è stato utilizzato i.pro PAVIMIX® di Heidelberg Materials, un calcestruzzo a prestazione progettato per pavimentazioni soggette a umidità da moderata ad alta e a sollecitazioni di media intensità. “Abbiamo fornito circa 330 m³ di calcestruzzo, per una superficie complessiva di oltre 2.200 m² – spiega Andrea Cervato, Responsabile Attività Territoriali di Heidelberg Materials –. Il prodotto garantisce una serie di vantaggi tecnici fondamentali: facilità di posa allo stato fresco, indurimento omogeneo della lastra, ottima planarità, tempi ridotti di finitura e grande durabilità”.
La fornitura, partita dall’impianto Heidelberg Materials di Rho (MI), è stata gestita operativamente da i.build, la business unit del gruppo specializzata nella posa delle pavimentazioni chiavi in mano. 

“L’intervento non ha avuto luogo in un cantiere convenzionale – sottolinea Andrea Cervato – bensì all’interno di una struttura storica pienamente operativa, con attività sportive in corso. Abbiamo lavorato in condizioni di massima sicurezza, operando all’interno di aree delimitate e pianificate con precisione, ma la sfida principale è stata di tipo logistico: 32 betoniere, getti pompati, approvvigionamenti cadenzati e un costante coordinamento con le esigenze funzionali del club. La posa del nuovo sottofondo in calcestruzzo è stata eseguita direttamente sopra le pavimentazioni esistenti, una soluzione progettuale adottata per ottimizzare le tempistiche di intervento e garantire la piena operatività dell’impianto entro le scadenze previste”. 
Sopra il massetto è stato applicato il sistema Play-Flex Confort®, prodotto e posato da Play It. Si tratta di una soluzione multistrato particolarmente adatta anche a campi da pallacanestro, pallavolo e calcio a 5, sia in ambienti indoor che outdoor. Grazie alla particolare elasticità della sua composizione, infatti, garantisce il massimo comfort di gioco, esaltando il rimbalzo della palla e riducendo i traumi alle articolazioni. È facile da applicare, richiede una minima manutenzione e assicura una lunga durata del campo (oltre vent’anni). 

“Il sistema è composto da un tappeto di gomma prefabbricata da 6 mm, incollato su sottofondo, e rivestito con quattro strati di resina – spiega Laura Zanola, oggi alla guida dell’azienda con i genitori –. È il nostro prodotto di punta, quello che più ci identifica sul mercato. Grazie alla sua struttura, garantisce massimo comfort, ottimo rimbalzo, lunga durata e riduzione dei traumi articolari, con uno shock absorber del 30%”.
Il sistema è certificato ITF Classe 3 (velocità media), ma consente modulazioni a seconda della finitura. “Nel caso del Bonacossa – aggiunge Zanola – abbiamo configurato due campi più veloci (ITF3, campi 12 e 14) e due più lenti (ITF2, campi 15 e 16). La colorazione scelta riprende quella dell’Australian Open, con interno blu e bordo azzurro”.

Tempistiche, metodi e precisione esecutiva
La lavorazione della superficie è fortemente condizionata dalla qualità del sottofondo e dalle condizioni climatiche. “Il nostro tappetino segue fedelmente il fondo – spiega Zanola –. Se ci sono irregolarità, dobbiamo intervenire per correggerle. Un fondo perfettamente livellato è rarissimo, ma quello realizzato da Heidelberg Materials ci ha permesso di procedere con grande efficacia”.
Per ogni campo sono necessari circa 6-7 giorni di lavoro, tra incollaggio del tappetino e posa progressiva dei quattro strati di resina. “Le elevate temperature estive rappresentano un fattore critico per la corretta esecuzione dei lavori: l’applicazione delle resine deve avvenire entro un preciso intervallo termico, al fine di evitare fenomeni di indurimento accelerato o alterazioni delle prestazioni. Inoltre, ciascun strato deve essere lasciato asciugare completamente prima di procedere con quello successivo, nel rispetto dei tempi tecnici di maturazione”, precisa Zanola.

Una sinergia replicabile 
L’intervento ha dato il via a una collaborazione tra due realtà di riferimento nei rispettivi settori: Play It, specializzata nella realizzazione di superfici sportive per il tennis, e Heidelberg Materials, tra i principali produttori integrati di soluzioni e materiali per le costruzioni a livello globale. La sinergia tra le due aziende nasce con l’obiettivo di proporre un sistema integrato — sottofondo in calcestruzzo e superficie sportiva — replicabile in altri contesti simili, garantendo elevate prestazioni tecniche, durabilità e semplicità di gestione.
Una collaborazione ben strutturata, che ha portato alla realizzazione di un intervento efficace sia dal punto di vista tecnico che organizzativo, frutto dell’integrazione di competenze complementari e di una visione condivisa basata su qualità, precisione esecutiva e attenzione ai dettagli.
“Abbiamo incontrato Heidelberg Materials in occasione di una fiera a Milano – racconta Laura Zanola – e da subito abbiamo riscontrato un approccio tecnico serio, concreto e orientato alla qualità. Cercavamo da tempo un partner in grado di supportarci nella realizzazione dei sottofondi con precisione e affidabilità, e con loro abbiamo trovato una collaborazione efficace, fluida e ben strutturata. L’intero team ci ha affiancati con grande professionalità, rispettando ogni aspetto progettuale con attenzione e disponibilità”.

Anche da parte di Heidelberg Materials il giudizio è estremamente positivo. «Play It è un’azienda solida, specializzata e tecnicamente molto competente, con una profonda conoscenza del settore tennis – sottolinea Andrea Cervato –. Questo intervento ha dimostrato che la collaborazione tra partner tecnici può portare a risultati di grande valore, anche in condizioni operative non ordinarie. Grazie alla sinergia con Play It, come Heidelberg Materials siamo in grado di offrire a progettisti, imprese e gestori di impianti sportivi un sistema integrato completo, che comprende la realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo e la posa della superficie in resina, con elevate prestazioni tecniche, velocità di posa e costi di manutenzione contenuti”.

Un’opinione condivisa anche dalla committenza: “Siamo pienamente soddisfatti – conclude Martina Alabiso –. Il team di Play It e i partner coinvolti hanno dimostrato grande rispetto per il nostro staff, capacità di ascolto, precisione e correttezza. In contesti come questo, ciò che fa davvero la differenza è la qualità delle relazioni tra i partner coinvolti: la capacità di collaborare, ascoltarsi, trovare soluzioni condivise senza imporre il proprio punto di vista, ma lavorando in modo sinergico e rispettoso. Non si trattava di un cantiere tradizionale, ma di un intervento in un ambiente delicato e complesso, che richiedeva attenzione, cura del dettaglio, rispetto del valore storico della struttura e misure precauzionali adeguate. Anche sotto questo profilo, ogni fase del lavoro è stata gestita in modo impeccabile, grazie a un dialogo costante e a un approccio professionale comune”.
 

Mr. Riccardo Pasa

Responsabile i.build, la business unit per le pavimentazioni

Posizione

Via Arimondi, 15
20155 Milano (Italia)

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