Nuovo Policlinico di Milano: prende forma nel cuore della città l’ospedale del futuro
Due edifici collegati da passerelle, oltre 800 posti letto, 26 sale operatorie e un grande giardino terapeutico in copertura: il nuovo Policlinico si prepara a ridisegnare la sanità pubblica milanese.
Definito sin dalle prime fasi progettuali come una delle più importanti trasformazioni urbane e sanitarie realizzate a Milano negli ultimi decenni, il nuovo Policlinico rappresenta oggi molto più di un grande intervento edilizio. Quello che sta prendendo forma tra via Francesco Sforza e via della Commenda è infatti il nuovo volto della sanità pubblica milanese: un ospedale pensato per integrare tecnologia, sostenibilità ambientale, umanizzazione delle cure e apertura alla città, all’interno di un contesto storico che affonda le proprie radici nel cuore stesso della tradizione ospedaliera milanese.
Il progetto nasce nell’area dell’Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, uno dei complessi sanitari più antichi d’Europa, fondato nel 1456 dal duca Francesco Sforza. Proprio qui, nel luogo dove sono nati milioni di milanesi e dove la Clinica Mangiagalli ha rappresentato per generazioni un punto di riferimento per la maternità e la cura, prende forma una struttura destinata a ridefinire il concetto contemporaneo di ospedale pubblico urbano.
Il nuovo Padiglione Sforza costituisce il fulcro dell’intervento: una struttura da circa 67mila metri quadrati inserita in un programma complessivo che supera i 210mila metri quadrati di superficie. Il progetto porta la firma del raggruppamento guidato da Boeri Studio – con Stefano Boeri, Giovanni La Varra e Gianandrea Barreca – insieme a Techint S.p.A., ABDR Architetti Associati, B.T.C. S.r.l., C+S Associati, Labics, LAND S.r.l. e TRT Trasporti e Territorio, vincitori nel 2007 del Concorso Internazionale di Progettazione e Riqualificazione dell’area ospedaliera.
Un ospedale aperto alla città
L’intervento è stato concepito non come semplice sostituzione edilizia, ma come occasione per ripensare integralmente il rapporto tra struttura sanitaria e città. Il nuovo Policlinico sarà infatti un edificio permeabile e attraversabile, in grado di collegare direttamente la nuova fermata M4 Sforza-Policlinico con via della Commenda, aprendo alla cittadinanza nuovi percorsi urbani interni e spazi pubblici coperti. Alla base dell’edificio centrale sorgerà una grande piazza coperta destinata a ospitare servizi, attività commerciali e funzioni aperte anche ai cittadini, rafforzando il ruolo dell’ospedale come infrastruttura urbana integrata nel tessuto milanese.
Questa funzione di apertura urbana troverà espressione anche nella configurazione del piano terra dell’edificio centrale, pensato come una sorta di grande copertura pubblica: uno spazio di accesso, distribuzione e relazione, nel quale servizi commerciali e funzioni terziarie potranno essere fruite non solo dagli utenti dell’ospedale, ma anche dalla cittadinanza. In questo modo la nuova struttura diventerà una porta di ingresso al complesso sanitario e, al tempo stesso, un collegamento tra le due arterie viarie che delimitano l’area di cantiere, estesa per circa 23mila metri quadrati.
Il cantiere e il contributo di Heidelberg Materials
La realizzazione dell’intera opera è stata affidata, a seguito di gara pubblica, al Consorzio Stabile SIS, con Consorzio Stabile SIS S.c.p.a. come capofila in A.T.I. con Palaser s.r.l., Consorzio Innova società cooperativa e AR.CO. Lavori S.C.C. Al raggruppamento sono stati assegnati tutti i lavori previsti dal progetto esecutivo, dalle opere di scavo alle fondazioni, fino alla realizzazione delle singole parti edificatorie.
In questo contesto, Heidelberg Materials ha avuto un ruolo diretto nella fornitura dei calcestruzzi per il cantiere, con un volume complessivo pari a circa 80.000 metri cubi. Una quota rilevante, pari a circa il 30% del totale, è stata destinata alle platee di fondazione, per un quantitativo di circa 25.000 metri cubi.
L’organizzazione di mezzi, materiali e tempi di consegna è stata calibrata in modo da garantire continuità operativa e puntualità nelle forniture, evitando interruzioni durante fasi particolarmente delicate del cantiere.
Per l’opera è stato utilizzato un calcestruzzo C40/45 ECO CAM proveniente dall’impianto Heidelberg Materials di Peschiera Borromeo, in provincia di Milano. Il materiale è stato additivato con un cristallizzante in grado di contribuire all’impermeabilizzazione della struttura in calcestruzzo, rispondendo così alle esigenze prestazionali delle fondazioni e, al tempo stesso, agli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale che caratterizzano l’intervento.
Un ospedale progettato intorno alla persona
Dal punto di vista architettonico e funzionale, il complesso si sviluppa attraverso tre grandi settori – Nord, Sud e Piastra centrale – organizzati per ospitare le principali attività cliniche e assistenziali.
La struttura si articola in due grandi edifici in linea, collegati centralmente e sviluppati su più livelli. Più nel dettaglio, il nuovo Policlinico sarà costituito da due blocchi principali, il cosiddetto Central Building, di sette piani ciascuno, piano terra compreso, collegati tra loro e connessi al corpo centrale, articolato su tre livelli, attraverso un sistema di passerelle. I piani interrati accolgono magazzini, depositi, laboratori, farmacia, mense, spogliatoi e diagnostica avanzata, inclusi TAC e risonanze magnetiche, mentre i livelli superiori sono destinati alle degenze e alle attività cliniche. Ciascuno dei due edifici in linea, destinati alle aree degenze e agli ambulatori, si estende in pianta 121 x 26 metri e si sviluppata in alzato fino all’altezza massima consentita: 28 metri. Il corpo centrale, di circa 18,50 metri di altezza e 68 metri di profondità massima, ospita i blocchi operatori e le sale parto/travaglio. Sulla sua copertura è previsto un rigoglioso giardino pensile (roof garden) di oltre 7.000 mq, il cui uso è inizialmente riservato ai degenti e agli operatori dei vari reparti, ma che in futuro potrà essere aperto al pubblico per eventi particolari, a carattere ludico e terapeutico.
Una volta completato, il nuovo ospedale disporrà di oltre 800 posti letto, 26 sale operatorie e nuovi Pronto Soccorso dedicati all’area pediatrica e ostetrico-ginecologica. L’organizzazione sanitaria conferma la storica vocazione del Policlinico verso la salute della donna, del neonato e del bambino, integrando al tempo stesso attività polispecialistiche avanzate rivolte ai pazienti fragili, cronici e affetti da patologie rare.
Nel settore dedicato all’area materno-infantile troveranno spazio la ginecologia, la maternità, la patologia della gravidanza, il blocco parto e i percorsi di emergenza specialistica, inclusi il Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico, il Pronto Soccorso pediatrico e il servizio dedicato alle vittime di violenza sessuale e domestica. In particolare, l’area maternità e patologia della gravidanza comprenderà un blocco parto con 11 sale travaglio, tre delle quali predisposte per il parto in acqua, e tre sale operatorie dedicate alle urgenze ostetriche.
Il progetto prevede inoltre due “Case del Parto” destinate alle donne con gravidanza a basso rischio: ambienti concepiti come mini-appartamenti, con un’impronta più familiare e rassicurante rispetto agli spazi ospedalieri tradizionali, ma collocati in prossimità delle aree cliniche, così da garantire un intervento tempestivo in caso di necessità.
Parallelamente, il settore nord ospiterà numerose specialità mediche e chirurgiche avanzate, comprese le chirurgie super-specialistiche e le attività legate ai trapianti. L’Edificio Nord accoglierà infatti l’Area Polispecialistica Medica, rivolta in particolare ai pazienti cronici e fragili e alle persone con malattie rare, insieme all’Area per la Chirurgia Generale e per le Chirurgie Super-Specialistiche. A collegare funzionalmente gli ultimi livelli dei due edifici saranno anche le suite destinate ai pazienti che sceglieranno il ricovero in regime di solvenza.
Tra le funzioni già previste nei primi spazi consegnati figurano Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, Medicina Interna, Oncologia, Malattie Infettive, Gastroenterologia e Patologia della Gravidanza, oltre alla nuova area Dialisi dedicata sia agli adulti sia ai pazienti pediatrici, attiva 24 ore su 24.
Il nuovo complesso dialogherà inoltre con alcuni padiglioni già in uso, a partire dalla Clinica Mangiagalli, destinata a ospitare attività di day hospital, day surgery, ambulatori e Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita. Resterà centrale anche il ruolo del Padiglione Guardia-Accettazione, realizzato nel 2015, che accanto al Pronto Soccorso Generale per adulti sarà integrato nel nuovo assetto funzionale dell’area ospedaliera.
Il “Giardino Alto” tra benessere e terapia
Uno degli elementi più distintivi dell’intervento resta il grande giardino terapeutico sopraelevato collocato sopra la Piastra centrale, diventato negli anni il simbolo stesso del nuovo Policlinico.
Il “Giardino Alto”, presentato da Stefano Boeri come un elemento di novità nel panorama internazionale delle strutture sanitarie, è stato concepito attribuendo alla vegetazione un ruolo attivo nei processi di cura e nella qualità della degenza. Non si tratta quindi di un semplice spazio verde decorativo, ma di un vero dispositivo terapeutico e ambientale. Ospiterà percorsi riabilitativi per i degenti, laboratori di ortoterapia, aree gioco per i bambini, spazi destinati al recupero psicofisico degli operatori sanitari, degli assistenti e dei familiari, oltre a zone dedicate ad attività specifiche come pet therapy, yoga, fitness dolce, attività per la terza età e percorsi dedicati alle donne in gravidanza.
La presenza del verde in copertura contribuirà inoltre alla mitigazione dell’isola di calore urbana nel centro storico di Milano, migliorando il microclima e aumentando la qualità ambientale dell’intero comparto urbano.
Tecnologia, sostenibilità e intelligenza artificiale
La sostenibilità rappresenta uno dei cardini progettuali dell’opera. Il nuovo Policlinico è stato sviluppato con l’obiettivo di raggiungere elevati standard europei in termini di efficienza energetica, gestione delle risorse e innovazione tecnologica. Il complesso integrerà sistemi di recupero delle acque piovane per l’irrigazione del verde e impianti per il riutilizzo delle acque grigie negli scarichi sanitari, riducendo il consumo di acqua potabile.
Dal punto di vista energetico, l’edificio sarà dotato di illuminazione LED ad alta efficienza, impianti geotermici e pannelli solari in copertura per la produzione di acqua calda sanitaria. Particolarmente rilevante anche il potenziamento della centrale di trigenerazione, che consentirà alla struttura di raggiungere livelli molto elevati di autosufficienza energetica, coprendo circa il 75% del fabbisogno necessario per alimentare e climatizzare il complesso ospedaliero.
Accanto agli aspetti ambientali, il nuovo Policlinico punta con decisione anche sulla digitalizzazione avanzata e sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere la struttura moderna non soltanto al momento dell’apertura, ma anche nel lungo periodo. L’ospedale sarà caratterizzato da un elevato livello di interconnessione tra apparecchiature, sistemi clinici e monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’esperienza di orientamento e accessibilità interna. Attraverso sistemi digitali integrati e applicazioni mobile, pazienti e visitatori potranno essere guidati all’interno della struttura lungo percorsi dedicati, ricevendo indicazioni sui reparti, sui servizi e sulle procedure da svolgere, dalla localizzazione degli ambulatori fino al pagamento dei ticket o alla gestione delle informazioni utili durante il ricovero.
L’intelligenza artificiale sarà inoltre impiegata come supporto alle attività cliniche e organizzative. In ambito radiologico sono già stati introdotti numerosi algoritmi a supporto delle refertazioni, mentre nei blocchi operatori e in alcuni ambulatori sono in fase di sperimentazione sistemi di trascrizione e assistenza automatica in grado di raccogliere informazioni cliniche e precompilare parte della documentazione sanitaria. L’obiettivo è ridurre il carico burocratico a carico dei professionisti sanitari, semplificando le attività di rendicontazione e compilazione dei referti e consentendo al personale medico di dedicare maggiore tempo alla relazione con il paziente.
Verso il completamento dell’opera
L’investimento complessivo dell’opera raggiunge circa 200 milioni di euro ed è stato finanziato per circa il 75% attraverso risorse proprie della Fondazione Policlinico, grazie alla valorizzazione del patrimonio immobiliare storico e ai lasciti dei benefattori che nel corso dei secoli hanno sostenuto l’istituzione ospedaliera milanese. Un modello che viene indicato come esempio virtuoso di reinvestimento del patrimonio pubblico nella sanità.
Dopo una lunga fase realizzativa, rallentata anche dalle conseguenze della pandemia e da successive revisioni progettuali introdotte per migliorare ulteriormente le prestazioni dell’edificio, il cantiere è oggi entrato nella fase conclusiva. A inizio aprile 2026 è stato consegnato il primo grande settore funzionale del Padiglione Sforza: sette livelli destinati a ospitare circa 400 posti letto e alcune delle principali specialità mediche della struttura.
La consegna del Settore A ha segnato simbolicamente il passaggio del complesso da cantiere a ospedale operativo ed ha sancito l’avvio delle attività di allestimento tecnologico, arredo e preparazione clinica degli spazi. Nei prossimi mesi seguirà la consegna dei Settori B e C, che completeranno il secondo blocco di degenza, le sale operatorie e i nuovi Pronto Soccorso specialistici. Parallelamente proseguiranno i collaudi tecnologici, l’allestimento logistico dei magazzini e le ultime attività impiantistiche.
Secondo il cronoprogramma aggiornato, il trasferimento definitivo delle attività sanitarie nei nuovi reparti è previsto entro la fine del 2026, completando così una delle più importanti opere della sanità pubblica lombarda e restituendo a Milano un ospedale destinato a diventare un riferimento europeo per qualità architettonica, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
Scheda di cantiere
Via della Commenda 16 (indirizzo ufficiale: Via Francesco Sforza 28)
Riqualificazione dell’area “OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO – MANGIAGALLI – REGINA ELENA”
Inizio cantiere: 2012/2013 con le prime demolizioni – 2019 con l’avvio del cantiere attuale
Conclusione cantiere: 2026
Committente: Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
Progetto architettonico: arch. Stefano Boeri, arch. Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra
Progettazione ATI: Techint, Boeri Studio, arch. Camillo Botticini, arch. Giulia De Apollonia, BTC srl, C+S Associati, Labics, Land srl, TRT – Trasporti e territorio srl.
Posizione
Via Francesco Sforza, 2820122 Milano (Italia)
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Studio Boeri
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Studio Boeri
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Studio Boeri
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