Calcestruzzo e sistemi in resina per le pavimentazioni industriali: le soluzioni integrate di Ibuild Italia

Ci sono superfici che, più di altre, raccontano la storia di un’azienda. Nei reparti produttivi, il pavimento è una di queste: assorbe ogni giorno carichi, urti, passaggi continui, sostanze aggressive. E con il tempo, inevitabilmente, restituisce i segni di questa intensità operativa. Fessurazioni, usura superficiale, polverosità e difficoltà di pulizia non sono solo effetti del tempo, ma indicatori di uno spazio che non risponde più pienamente alle esigenze produttive.
Negli ambienti industriali e in particolare nel settore meccanico e automobilistico – dove precisione, ordine e affidabilità sono parte integrante del processo – la pavimentazione non è solo un supporto e la qualità della pavimentazione assume un valore ancora più strategico. Non si tratta soltanto di ripristinare una superficie, ma di ridefinire le condizioni operative, migliorando efficienza, sicurezza, pulizia e continuità operativa. 

A queste esigenze rispondono le pavimentazioni industriali in resina realizzate mediante cicli epossidici multistrato, progettati per garantire elevate prestazioni in termini di durabilità, resistenza alle sollecitazioni meccaniche e agli agenti chimici. La possibilità di modulare le finiture superficiali in funzione delle specifiche condizioni d’uso consente inoltre di ottimizzare le prestazioni della pavimentazione nelle diverse aree operative, restituendo una superficie continua facile da mantenere e progettata per durare nel tempo, riducendo le esigenze di intervento, i tempi di fermo impianto e i costi di gestione e manutenzione nel tempo. 
Il risultato non è solo un miglioramento estetico, ma un vero salto di qualità nelle prestazioni dello spazio produttivo: maggiore sicurezza per gli operatori, migliore igiene degli ambienti, maggiore efficienza nella movimentazione e una più elevata affidabilità complessiva dell’infrastruttura.

È in questo contesto che si colloca l’approccio proposto da Heidelberg Materials, che, tramite Ibuild Italia, società del gruppo specializzata nella realizzazione di pavimentazioni industriali, consente di intervenire in modo flessibile e integrato sulle superfici produttive. Un approccio che permette di governare in maniera coordinata tutte le componenti del sistema, dal supporto in calcestruzzo alla finitura resinosa, assicurando prestazioni meccaniche elevate, durabilità e qualità superficiale coerente con le specifiche condizioni di esercizio. Si tratta di una soluzione “chiavi in mano” che accompagna l’intervento in tutte le sue fasi, dalla progettazione alla realizzazione, garantendo continuità esecutiva e controllo delle prestazioni finali.

Ibuild Italia affianca il cliente nella definizione delle soluzioni più idonee e ne cura direttamente l’esecuzione in cantiere, avvalendosi di propri tecnici specializzati per la realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo e di posatori qualificati per l’applicazione dei sistemi resinosi. Il risultato è un sistema pavimentazione integrato, in cui supporto strutturale e finitura superficiale operano in sinergia per rispondere alle sollecitazioni tipiche degli ambienti produttivi più esigenti. Vediamo due applicazioni con gli interventi realizzati presso CMS di Pianoro (BO) e Centro Affilatura Modena: contesti produttivi distinti, accomunati dall’esigenza di superare i limiti delle pavimentazioni esistenti e di dotarsi di superfici più performanti, affidabili e coerenti con le specifiche attività svolte.

CMS: riqualificazione funzionale della pavimentazione industriale 
CMS, con sede a Pianoro (BO), opera nel settore delle macchine automatiche per il confezionamento, offrendo servizi di assemblaggio, revisione, installazione e manutenzione di sistemi complessi. Le attività svolte includono lavorazioni meccaniche, integrazione di componenti elettriche, pneumatiche e oleodinamiche, fino alle fasi di collaudo e rodaggio finale dei gruppi macchina.
In un contesto produttivo caratterizzato da elevata intensità operativa, movimentazione continua e necessità di mantenere elevati standard di ordine e precisione, la qualità della pavimentazione riveste un ruolo determinante. Il pavimento esistente, una superficie industriale in calcestruzzo con finitura al quarzo rosso, risultava ormai datato e segnato dall’utilizzo, con criticità legate all’usura superficiale, alla perdita di uniformità e alla difficoltà di manutenzione.
Da qui la scelta della committenza di intervenire con un’operazione di riqualificazione funzionale ed estetica, finalizzata a migliorare le prestazioni della superficie e la qualità complessiva degli ambienti di lavoro. L’intervento è stato affidato a Maggi Group – realtà specializzata in interventi di manutenzione e riqualificazione in ambito industriale – che, a seguito del confronto con la committenza, ha incaricato Ibuild Italia per l’esecuzione della soluzione chiavi in mano.
«CMS è un nostro cliente storico, che seguiamo da tempo nelle attività di manutenzione. L’intervento nasce dall’esigenza di riqualificare il capannone, con particolare attenzione al miglioramento della pavimentazione», spiega Nicola Lettieri di Maggi Group. «In questo contesto abbiamo coinvolto Ibuild Italia per valutare la soluzione tecnica più idonea: una volta verificata la fattibilità dell’intervento, abbiamo proposto alla committenza un ciclo di resinatura, che è stato successivamente approvato e realizzato».

La riqualificazione della pavimentazione esistente
Nel caso di CMS, l’intervento è stato finalizzato al recupero prestazionale della pavimentazione esistente, con l’obiettivo di migliorarne uniformità superficiale, livello di luminosità, facilità di manutenzione e idoneità alle condizioni operative del reparto.
L’area interessata ha una superficie complessiva di circa 950 m², su cui si è intervenuti anche sui giunti esistenti, per uno sviluppo lineare complessivo di circa 450 metri, oggetto di ripristino e successiva sigillatura.
«Il pavimento non era nuovo, ma esistente: si trattava di una superficie ammalorata dal tempo che abbiamo riqualificato e reso nuovamente fruibile», spiega Marco Sandri, Direttore Tecnico di Ibuild Italia. «L’obiettivo era ottenere una superficie più pulita, ordinata e luminosa, ma anche architettonicamente più coerente con il contesto, perché la committenza richiedeva un miglioramento sia funzionale sia estetico».
La soluzione adottata ha previsto l’applicazione di un ciclo epossidico multistrato a ridotta scivolosità su pavimentazione industriale in calcestruzzo, progettato per incrementare la resistenza all’usura, la protezione nei confronti degli agenti chimici e la continuità superficiale. 
“Il sistema resinoso è stato realizzato con prodotti RINOL, utilizzati da Heidelberg Materials nell’ambito di una partnership dedicata alle soluzioni per pavimentazioni industriali”, spiega Sandri. RINOL è un marchio di RCR Flooring Products, specialista internazionale nei prodotti per pavimentazioni industriali; il gruppo progetta e produce sistemi impiegati su scala mondiale nelle costruzioni industriali e commerciali.

La preparazione del supporto
La prima fase dell’intervento ha riguardato la preparazione del supporto. Su pavimentazioni industriali esistenti, infatti, la qualità della resinatura finale dipende in modo determinante dalla corretta rimozione dello strato superficiale degradato e dalla creazione di un supporto idoneo all’adesione del ciclo epossidico.
“Per questo è stata eseguita una pallinatura con sistema a circuito chiuso, completa di aspirazione e separazione dei materiali di risulta. La lavorazione, eseguita a secco in una o due passate, ha consentito di rimuovere in modo uniforme la parte corticale del supporto e di ottenere il grado di porosità necessario per l’applicazione dei successivi strati in resina, fino al colore finale”, spiega Lettieri. 
Nei punti non raggiungibili dalla macchina – per esempio lungo i perimetri, in prossimità dei pilastri o delle pareti – è stata eseguita una levigatura manuale, indispensabile per garantire continuità di preparazione anche nelle zone di dettaglio.

Il ripristino dei giunti e delle parti ammalorate
Un aspetto centrale dell’intervento ha riguardato il trattamento dei giunti. Nelle pavimentazioni industriali datate, i giunti sono spesso tra le aree più critiche: subiscono urti, passaggi ripetuti, vibrazioni, ingressi di sporco e possono deteriorarsi nel tempo, compromettendo sia la funzionalità sia la percezione di ordine della superficie. 
“I giunti ammalorati sono stati aperti, puliti e ripristinati con stucco epossidico. Successivamente, dopo l’applicazione del ciclo resinoso, il rivestimento è stato tagliato in corrispondenza dei giunti del pavimento industriale e sigillato con sigillante poliuretanico elastico di colore nero”, sottolinea Sandri.
Questa fase ha permesso di restituire continuità e funzionalità alla pavimentazione, riducendo i punti di discontinuità e migliorando la durabilità complessiva del sistema.

Il ciclo multistrato epossidico 
Una volta preparato il supporto, è stato applicato il ciclo multistrato epossidico. La stratigrafia ha previsto una prima mano a spatola di formulato epossidico moderatamente caricato tipo RINOL EP P202, con spolvero di quarzo a rifiuto. A catalisi avvenuta, è stata applicata una seconda mano dello stesso formulato, sempre con spolvero di quarzo. Successivamente, una volta completata la catalisi, si è proceduto con la carteggiatura e l’aspirazione del quarzo in eccesso, prima della stesura della finitura epossidica antiacido colorata tipo RINOL EP C529.
“La finitura scelta, in tonalità chiara RAL 7035, ha contribuito a trasformare radicalmente la percezione degli ambienti. Non si è trattato solo di un miglioramento estetico: una superficie chiara aumenta la luminosità diffusa, valorizza gli spazi e facilita l’individuazione dello sporco, rendendo più semplice il mantenimento di elevati standard di ordine e pulizia, essendo il rivestimento facilmente lavabile con macchine dedicate, acqua o vapore”, osserva Sandri. Il grado di finitura antiscivolo aggiunge inoltre un elemento importante sul piano della sicurezza operativa, migliorando l’aderenza della superficie senza compromettere la facilità di pulizia.

Un cantiere pianificato per garantire la continuità operativa
Uno degli aspetti più rilevanti dell’intervento ha riguardato la pianificazione delle attività di cantiere, organizzate in modo da garantire la continuità operativa dello stabilimento. Le lavorazioni sono state articolate in due lotti, consentendo a CMS di mantenere attiva una parte del capannone durante l’esecuzione dei lavori.
«Il capannone è stato suddiviso in due aree funzionali», racconta Nicola Lettieri. «In una porzione proseguivano le attività produttive, mentre nell’altra operavano le squadre di posa. Una volta completato il primo lotto e rispettati i tempi di maturazione del sistema, i materiali e le lavorazioni sono stati progressivamente trasferiti, consentendo l’avvio della seconda fase».
Le attività sono state condotte da una squadra operativa composta mediamente da quattro addetti, con il supporto di ulteriori risorse nelle fasi più critiche. Ogni lotto ha richiesto circa una settimana di lavorazione. “La pavimentazione è risultata pedonalmente fruibile già il giorno successivo alla posa, mentre per il transito di mezzi operativi – quali muletti e transpallet – abbiamo adottato un approccio prudenziale, posticipando il pieno utilizzo a circa due settimane per garantire il completo sviluppo delle prestazioni del sistema prima della ripresa a pieno regime delle attività produttive», precisa Lettieri.

Più luce, più pulizia, più funzionalità
Il risultato dell’intervento è una pavimentazione completamente riqualificata, caratterizzata da continuità superficiale, elevata uniformità cromatica e maggiore coerenza con le esigenze operative e l’immagine complessiva dello stabilimento. Il ciclo epossidico multistrato consente di proteggere il supporto in calcestruzzo, incrementare la resistenza all’usura e agli agenti chimici, ottimizzare la pulibilità della superficie e limitare l’assorbimento di oli, residui e sostanze derivanti dalle lavorazioni industriali.
In ambienti dedicati all’assemblaggio e alla revisione di macchine automatiche, tali caratteristiche assumono un valore determinante. «La pavimentazione contribuisce infatti al miglioramento delle condizioni operative complessive, agevola la movimentazione interna, incrementa la qualità percettiva degli spazi e consente una gestione manutentiva più efficiente rispetto a superfici industriali non protette o degradate», osserva Marco Sandri. «Una superficie in calcestruzzo tradizionale, priva di protezione, è maggiormente soggetta a macchiarsi e deteriorarsi, con interventi di ripristino più complessi e meno efficaci nel tempo». 
Il caso CMS evidenzia come un intervento di riqualificazione della pavimentazione industriale possa superare la logica della manutenzione ordinaria, configurandosi come un’operazione di miglioramento prestazionale dello spazio produttivo. Un approccio che consente di incrementare efficienza, sicurezza e durabilità, valorizzando al contempo l’ambiente di lavoro attraverso una soluzione tecnica progettata e realizzata in modo integrato.

Centro Affilatura Modena: pavimentazione industriale di nuova realizzazione con finitura epossidica
Il secondo intervento si inserisce nel contesto produttivo del Centro Affilatura Modena, azienda specializzata nell’affilatura, nel rivestimento e nella commercializzazione di utensili, dove precisione e qualità degli ambienti operativi rappresentano un requisito imprescindibile.
Operando nel settore dell’utensileria con applicazioni che spaziano dalla meccanica di precisione a lavorazioni ad elevato contenuto tecnologico, l’azienda richiede spazi produttivi in grado di garantire continuità operativa, controllo dei processi e standard elevati in termini di pulizia e organizzazione. In questo scenario, la qualità della pavimentazione assume un ruolo strategico, contribuendo in modo diretto alla funzionalità complessiva dell’ambiente di lavoro.
Le lavorazioni svolte richiedono infatti superfici continue, facilmente sanificabili e caratterizzate da condizioni operative stabili. Il pavimento esistente, non più adeguato sotto il profilo prestazionale ed estetico, ha reso necessario un intervento strutturato, finalizzato a migliorare sia le caratteristiche tecniche della superficie sia la qualità percettiva degli ambienti.
L’intervento realizzato da Ibuild Italia ha previsto il completo rifacimento del pacchetto pavimentazione. «In questo caso siamo intervenuti sia con la realizzazione della pavimentazione industriale ex novo sia con la resinatura finale», spiega Marco Sandri. «Il pavimento preesistente, costituito da micro-piastrelle in gres,  è stato demolito integralmente e successivamente si è proceduto allo scavo e alla realizzazione del nuovo pavimento industriale secondo le specifiche di progetto».
La nuova pavimentazione è stata realizzata dalla squadra di Ibuild Italia con calcestruzzo i.pro PAVIMIX Rck 35 di Heidelberg Materials, fornito dall’impianto di Modena-Marzaglia. 
“I prodotti i.pro PAVIMIX sono calcestruzzi a prestazione specifica, atti a fornire la soluzione ottimale alle diverse tipologie di pavimentazioni industriali, una corretta durabilità in rapporto alle scelte del Progettista, alle esigenze delle Imprese e alle aspettative del Committente. Sono prodotti in conformità alle indicazioni della norma UNI 11146 e al capitolato Tecnico Conpaviper”, afferma Sandri.
L’intervento ha interessato una superficie di circa 350 m², con uno spessore della pavimentazione in calcestruzzo di circa 17-18 cm. “Su questo nuovo supporto – spiega Sandri - è stato poi applicato lo stesso ciclo di resinatura epossidica multistrato utilizzato per la pavimentazione di CMS e realizzato con prodotti RINOL: primer, tre strati di resina e finitura in colore RAL 7035, una tonalità chiara scelta dalla committenza per armonizzarsi con le superfici esistenti e aumentare la luminosità degli ambienti”.
La scelta della resinatura risponde alle medesime esigenze già evidenziate nel caso precedente, garantendo protezione del supporto, continuità superficiale e maggiore facilità di gestione nel tempo. «La resina consente di mantenere la pavimentazione pulita e di proteggerla da oli e residui di lavorazione», osserva Marco Sandri.
L’intervento evidenzia il valore di un approccio progettuale che integra in modo coerente supporto strutturale e finitura superficiale, trasformando la pavimentazione in un vero elemento tecnico del sistema produttivo.
Nel caso del Centro Affilatura Modena, Ibuild Italia ha gestito l’intero processo realizzativo: dalla demolizione della pavimentazione esistente alla realizzazione del nuovo pavimento industriale in calcestruzzo, fino alla posa del ciclo di resinatura tramite posatori qualificati. Una soluzione chiavi in mano che ha consentito di ottenere una superficie ad alte prestazioni, in grado di rispondere alle esigenze di un ambiente produttivo ad elevata precisione, migliorando al contempo durabilità, pulibilità e qualità complessiva degli spazi.

L’esperienza conferma il ruolo di Ibuild Italia come partner tecnico specializzato nella realizzazione di pavimentazioni industriali, capace di affiancare il cliente lungo tutte le fasi dell’intervento – dalla definizione della soluzione alla gestione del cantiere – offrendo un servizio integrato orientato alle prestazioni e alla continuità operativa.
 

Mr. Riccardo Pasa

Responsabile Ibuild Italia, società specializzata nella posa di pavimentazioni

Mr. Marco Sandri

Direttore Tecnico Ibuild Italia, società specializzata nella posa di pavimentazioni

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